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mercoledì 28 dicembre 2011

Post di fine anno

 "La più antica e potente emozione umana è la paura, e la paura più antica e potente è la paura dell'ignoto", H. P. Lovercraft

Allergica agli ultimi giorni dell'anno pieni di grandiosi propositi e belle speranze. Allergica ai bilanci. Allergica alle classifiche. Non mi sottraggo però a questo post di fine anno.

Nel suo oroscopo Rob Brezsny mi dice che "[...] la parola Versailles significa “terreno ripulito dalle erbacce”. Prima di trasformarsi in un lussuoso centro di potere, era un acquitrino sperduto nel nulla. Questa immagine dovrà essere la tua ispirazione per il prossimo anno, Leone: una visione della metamorfosi a cui darai inizio".

Io ho la sensazione che la metamorfosi sia già iniziata nel primo Natale nuovamente a casa dei miei genitori dopo il terremoto, nella prima volta che ho abbracciato Berta (che mi stava in una mano), nel sottile imbarazzo di papà sul carro dell'Agedo la sua prima volta al pride. C'è un concetto che gli inglesi esprimono bene che è "settle down" o in aquilano "abbiricarsi" ed io in questo anno mi sono sentita così.

lunedì 25 aprile 2011

Buon anno... babilonese!

La festa del Navigium Isidis si festeggiava il primo giorno di primavera, ovvero in corrispondenza della prima luna nuova dell’inverno dopo l’equinozio invernale. Il nuovo anno cominciava con la rinascita della Terra, cioè con la primavera.

La nave di Iside, il Navigium Isidis, era un rito in maschera molto festoso dedicato alla vicenda della dea Iside. La festa consisteva in un corteo in maschera in cui un'imbarcazione di legno veniva ornata di omaggi floreali. Con la tradizione cattolica il Navigium Isidis è stato diviso in Pasqua (resurrezione dello smembrato dopo l'equinozio di primavera), e Carnevale  (carrus navalis, la processione delle maschere).

Per tornare ad Iside, l’antico mito egizio narra di Iside, sorella madre e sposa di Osiride. Osiride viene ucciso dal fratello Seth (Tifone) e il suo corpo viene smembrato. Iside va in cerca delle parti del corpo di Osiride e le ritrova tutte, le ricompone, vi soffia la vita e Osiride risorge. Il mito sarebbe un’allegoria astrologica dove Osiride è il Sole che muore\tramonta in mare, colorandolo di rosso\sangue; Iside è la Luna, che di notte segue il tragitto del marito per ritrovarlo e riportarlo in vita. Il mattino, infatti, il Sole risorge.

La celebrazione della vicenda di Iside venne diffusa nella religione romana in tutto l'impero verso il 150 d.C. Nel quarto secolo, la festa del Navigium Isidis venne spostata indietro di 40 giorni (quaresima) perché non si sovrapponesse alla Pasqua, che ne aveva preso il posto; e fu edulcorata in carnevale. La Pasqua è ciò che resta di una parte della festa isiaca (la resurrezione dell’iniziato), il carnevale è ciò che resta dell’altra parte della festa (la processione delle maschere fino al mare).

Nella festa di capodanno, i babilonesi sacrificavano un agnello, come noi a Pasqua. Le stazioni della passione di Cristo (percosso, coronato, crocefisso, sepolto) e la successiva resurrezione (celebrata come Pasqua, la festa che ha preso il posto del Navigium Isidis) ricalcano il percorso iniziatico del culto isiaco. La Pasqua è il Navigium Isidis hanno una data variabile, legata alla prima luna piena successiva all’equinozio di primavera. La Chiesa, nonostante tutti i rimaneggiamenti, non è riuscita a eliminare questo indizio che ci porta al mito di Iside.

(Tratto e rimaneggiato da http://www.danieleluttazzi.it/node/941)
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